Sala A.Fittke dal 21 al 28 giugno 2026
“Anatomia del dolore” è un progetto pittorico che esplora il dolore come esperienza universale, trasformandolo in un percorso visivo, corporeo ed emotivo che conduce, attraverso quattro fasi, verso una nuova consapevolezza.
Il dolore a cui si fa riferimento non ha una sola forma: può essere fisico, emotivo, psichico. Può essere profondo, sottile, passeggero, viscerale. La mostra sceglie di rappresentarlo attraverso il corpo: è il corpo, infatti, a tradurre il dolore in immagini tangibili: una morsa allo stomaco, un peso sulle spalle, un nodo alla gola. Da qui il titolo “Anatomia del dolore”: perché ogni emozione prende forma nei muscoli, nei gesti, nelle tensioni, rendendo visibile l’invisibile.
In un tempo che esalta la felicità a tutti i costi, la performance, l’efficienza, parlare di dolore può sembrare controcorrente. Eppure, ogni essere umano lo attraversa. Ignorarlo o reprimerlo non lo cancella: solo riconoscendolo e accettandolo è possibile trasformarlo. La mostra si propone quindi come un viaggio attraverso la sofferenza, ma con un esito positivo: non è una celebrazione del dolore, ma un tentativo di comprenderlo, dargli forma, e infine integrarlo, affinché perda la sua forza distruttiva. Un invito a guardarlo, per non esserne più dominati. La mostra nasce quindi come una mano tesa verso chi attraversa momenti bui: non per esaltare il dolore, ma per offrire uno spazio di riconoscimento, ascolto e speranza, soprattutto ai più giovani che spesso non sanno con chi parlare.
Le immagini proposte non sono mai crude o provocatorie: ogni rappresentazione del dolore è filtrata da una sensibilità estetica, che ne preserva l’eleganza e la delicatezza, anche nei momenti più intensi.
La mostra è concepita come un evento a basso impatto ambientale. L’allestimento prevede l’utilizzo di materiali essenziali, riutilizzabili e non invasivi, nel rispetto degli spazi espositivi. La comunicazione dell’iniziativa privilegerà gli strumenti digitali, riducendo la produzione di materiale cartaceo allo stretto necessario.
